Il successo di Cosmi come allenatore determinerà anche l’esplosione
di alcuni indiscussi talenti destinati a dominare la scena del calcio internazionale.
Fra i tanti, uno dei giocatori che si impone all’attenzione del grande
calcio è Marco Materazzi, un centrale dal fisico possente, di
grande agonismo, ma soprattutto un difensore dal gol facile. Dopo tre campionati
con la maglia del Grifo (dal 1995 al 1998), vive una breve parentesi
all’Everton (1998/1999), per ritornare nuovamente a Perugia,
coronando una splendida stagione con il record assoluto di gol per un difensore:
12 reti realizzate nel campionato 2000/2001. E’ il suo anno.
Durante l’estate viene formalizzato il suo passaggio all’Inter,
poco tempo dopo il suo esordio nella Nazionale di Trapattoni contro
il Sudafrica (25 aprile 2001).
Giocatore carismatico, trascinatore, idolo della curva, Marco Materazzi è l’emblema
del calcio voluto da Cosmi. Grinta, impegno, volontà, ma anche
piedi buoni e carattere da vendere. Il centrale più prolifico d’Italia
ha un sinistro pesante e i suoi gol non sono mai casuali. Tira rigori e punizioni
con la stessa sicurezza di un numero dieci, svetta spesso in area facendosi
trovare sempre al posto giusto al momento giusto. E’ l’incubo di
attaccanti e difensori.
L’Inter lo acquista e il Perugia si priva a malincuore
di un giocatore che per molto tempo è stato il principale punto di riferimento
per la squadra.
Ma il ragazzo è destinato ad imprese importanti.
Pur nelle travagliate vicende interiste degli anni bui, gioca sempre, strappando
la maglia da titolare a campioni affermati come Fabio Cannavaro, conquistando
la fiducia incondizionata degli allenatori che si avvicenderanno sulla panchina
dei nerazzurri, ma soprattutto diventando l’idolo dei tifosi.
Con l’arrivo di Roberto Mancini arriva anche il pieno riconoscimento
del suo valore. Agli inizi l’acquisto di Walter Samuel sembra
oscurare il destino dell’ex giocatore perugino, ma una serie di prestazioni
brillanti spazzano via ogni dubbio del tecnico che gli affida le chiavi della
difesa. Marco Materazzi lo ripagherà con prestazioni maiuscole,
permettendosi perfino il lusso di segnare una doppietta al Siena che
consegnerà matematicamente lo scudetto all’Inter con svariate
giornate di anticipo. E’ il tripudio.
Ma stiamo già parlando del Campionato 2006/2007, anno in cui l’astro
di Materazzi era già esploso in tutto il suo splendore. Nonostante
l’enorme soddisfazione, la doppietta e lo scudetto conquistato, non sono
altro che l’ennesima conferma.
Ben altre soddisfazioni aveva riservato quell’anno magico. La sua consacrazione è infatti
legata al Campionato Mondiale 2006, durante il quale si rivela come
uno dei massimi protagonisti.
Partito come riserva di Nesta, scende in campo nella terza partita contro
la Repubblica Ceca per sostituire il centrale milanista costretto ad
uscire per un infortunio. Marco Materazzi si presenta nell’unico
modo in cui è capace: prestazione di carattere ed un gol, il primo in Nazionale.
Ma non sono tutte rose e fiori. Durante la partita contro l’Australia,
valida per gli ottavi di finale, si fa espellere, abbandonando i compagni in
una partita molto delicata e combattuta. L’incontro si sblocca solamente
grazie una sontuosa azione di Fabio Grosso, che al ’90 si procura
un prezioso calcio di rigore dribblando due giocatori sulla fascia sinistra
e penetrando pericolosamente in area. Siamo agli ottavi di finale del Campionato
del Mondo, ma sembra la telecronaca di una partita del Perugia.
Materazzi salta l’Ucraina, ma torna al centro della difesa
in tempo per la memorabile semifinale contro la temibile Germania.
Memorabile perché segna l’esplosione di un altro fenomeno proveniente
dalle fila del Perugia, il terzino Fabio Grosso, un giocatore
abile nei cross dalla fascia, ma utilissimo anche in zona gol. Dopo il rigore
procuratosi con un’azione personale contro l’Australia,
riceve un pallone in area calibrato da Pirlo e segna una rete straordinaria
che sblocca la partita e spiana la strada dell’Italia verso la
finale, interrompendo il cammino dei tedeschi padroni di casa.
La finale è una partita tutta da raccontare, l’ennesimo capitolo
dell’eterna rivalità tra Italia e Francia, i nemici
sportivi di sempre. A rivederla oggi, sembra scritta da un maestro del brivido.
La partita inizi come peggio non potrebbe. Nei primi minuti Materazzi commette
una leggerezza e provoca un rigore. Sul dischetto Zidane calcia un mezzo
pallonetto che accarezza la parte bassa della traversa e inganna Buffon.
Si mette male, sia per gli Azzurri, sia per Materazzi.
Ma passa solo poco tempo e con un monumentale stacco il poderoso difensore
realizza un gol storico, rimediando all’errore precedente e riportando
la partita in equilibrio. Francia – Materazzi 1 a 1.
La situazione appare bloccata, le due squadre si temono e non si scoprono più di
tanto, anche se l’Italia appare leggermente in affanno ogni volta
che i francesi si affacciano nella metà campo avversaria, soprattutto
nel secondo tempo. Lo spettro dei supplementari e dei rigori è sempre
più vicino, quando, all’improvviso, poco prima del temine, accade
l’inimmaginabile.
Davanti ad un miliardo di telespettatori le telecamere inquadrano Marco
Materazzi steso a terra dolorante. Nessuno riesce a capire sul momento
cosa sia successo. Un’azione è appena terminata, Buffon si
appresta al rinvio. Quel Materazzi a terra, sorprende un po’ tutti,
anche il regista che si perde la scena in diretta. Partono i replay. Zinedine
Zidane mentre rientra verso il centrocampo, al termine di un’azione
offensiva, si gira all’improvviso e spara una testata che centra in pieno
il petto di Marco Materazzi. Il difensore stramazza a terra. Le immagini
fanno il giro del mondo più volte in pochi istanti, riproponendo all’infinito
fotogrammi che destano la più completa meraviglia dei milioni di appassionati
che seguono la finale.
Il fuoriclasse francese viene espulso dall’arbitro, evento che costringerà sua
la nazionale ad affrontare i tempi supplementari in dieci uomini, tradita dal
suo giocatore più rappresentativo.
Com’è finita lo sappiamo tutti. zero a zero al termine dei 30
minuti e vittoria dell’Italia ai calci di rigore, uno dei quali
firmato Marco Materazzi.
L’incredibile avventura mondiale dell’ex giocatore del Perugia è quantomai
significativa per illustrare le qualità umane e calcistiche di un giocatore
che a lungo ha calcato le scene dello Stadio Renato Curi, conquistando
la fiducia e la simpatia dei tifosi ovunque sia andato.
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