PERUGIA – DUNDEE
Il cammino europeo del Perugia inizia il 14 settembre 2003 alle ore
20.00 circa, quando in terra scozzese la squadra di Cosmi debutta in
trasferta contro il Dundee.
Da cenerentola d’Europa il Perugia si avvicina all’incontro
fra lo scetticismo generale. Sconosciuta al grande pubblico estero, si presenta
all’incontro seguita da circa 400 tifosi perugini, con la seguente formazione: Kalac fra
i pali, difesa composta da Diamoutene, Di Loreto e Alioui, Zé Maria e Grosso sugli
esterni, Tedesco, Gatti e Fusani al centro del campo, Margiotta e Vryzas in
attacco. La squadra è quella titolare, fatta eccezione per Coly che
non riceve il nulla osta dalla UEFA e Gatti preferito ad Obodo.
L’ultima esperienza del Perugia in Europa è un ricordo
lontano una ventina d’anni, ai tempi in cui giocava Paolo Rossi.
Tale assenza avrebbe legittimato chiunque a sospettare un avvio quantomeno
cauto e timoroso della formazione di Cosmi.
Il Grifo si presenta invece con un piglio autoritario e determinato,
con una manovra sciolta che porta i biancorossi ad occupare stabilmente
la metà campo degli scozzesi, scendendo spesso e volentieri lungo le
fasce, con Grosso particolarmente in evidenza grazie ai suoi cross.
Dopo un avvio promettente per il Perugia quindi, il primo tempo si chiude
però sullo 0 a 0, con la squadra di Cosmi costretta a subire
un ritorno degli scozzesi.
L’avvio della ripresa è subito scoppiettante. Dopo una buona occasione
sciupata dal Dundee, Di Loreto al ‘5 azzecca una parabola
vincente sugli sviluppi di un calcio d’angolo, segnando un gol fondamentale
per il proseguo dell’incontro, ma soprattutto in vista della partita
di ritorno. La reazione degli scozzesi non si fa attendere. Passano poco più di
dieci minuti quando la squadra di casa trova la via del pareggio con un gol
di testa.
Il Perugia è bravo a non perdere la calma e a rimanere padrone
della situazione, così prima del termine dell’incontro riesce
nell’impresa di portarsi nuovamente in vantaggio, grazie ad un gol siglato
da Fusani su assist involontario di Margiotta.
Risultato finale Dundee – Perugia 1 a 2, con ottime prospettive
per il futuro.
La partita di ritorno si svolge allo Stadio Renato Curi il 15 ottobre
2003, davanti a 10.000 spettatori circa.
La formazione del Perugia è per 4/11 rivoluzionata rispetto
quella dell’andata, con Ignoffo al posto di Alioui, Obodo per Gatti, Bothroyd al
posto di Margiotta e l’importante assenza di Grosso colmata
da Loumpoutis.
Il Dundee è chiamato ad una partita proibitiva, provare a rovesciare
un verdetto che al termine della partita di andata, persa subendo due gol in
casa, sembra non lasciare scampo. Ma il Perugia ha perso smalto, in
campionato stenta, e non sempre appare squadra dalla lucidità necessaria
per venire a capo anche di situazioni apparentemente poco complicate.
Dopo un inizio promettente del Perugia, la squadra scozzese continua
a premere, ma verso la metà del secondo tempo, proprio nel suo momento
migliore, subisce il gol di Margiotta, da poco entrato al posto di Vryzas.
Partita finita e qualificazione assicurata per i ragazzi di Cosmi, che
debuttano in Coppa UEFA nel migliore dei modi.
PERUGIA – ARIS SALONICCO
Il 6 novembre il Perugia si trova a dover confermare quanto di buono
mostrato in Europa, anche per scrollarsi di dosso le prestazioni approssimative
fornite in campionato. Gli 11.000 spettatori accorsi allo Stadio Renato
Curi hanno voglia di vedere un Grifo diverso da quello opaco che
in Serie A non riesce a dimostrare pienamente il proprio valore.
Per proseguire il cammino europeo Cosmi ricalca la formazione che ha
inflitto l’1 a 0 al Dundee, con Do Prado al posto di Zé Maria,
il rientrante Grosso sulla fascia, Margiotta e Bothroyd in
attacco.
L’Aris Salonicco non è una squadra qualunque per i tifosi
del Perugia. E’ una vecchia conoscenza. Nel 1979 fu proprio la
formazione greca a rifilare un sonoro 3 a 0 nella partita di ritorno del secondo
turno di Coppa UEFA, dopo il pareggio dell’andata (1-1), escludendo
la formazione perugina dalla partecipazione al trofeo continentale. La sonora
sconfitta rimediata all’epoca, desta ancora nell’animo dei tifosi
sentimenti di vendetta (sportiva, naturalmente), accendendo di entusiasmo un
secondo turno tutto da seguire.
La partita non si presenta sotto i migliori auspici per il Perugia,
che incontra qualche difficoltà di troppo ad affondare lungo le fasce,
complice anche l’assenza del prezioso Zé Maria. Poche
palle giocabili dagli attaccanti e un ritmo sostanzialmente blando contribuiscono
a determinare il risultato di 0 a 0 al termine del primo tempo.
Il secondo tempo si apre nel più imprevedibile dei modi. Una palla
sporca recuperata dall’incontrista Obodo viene trasformata in
oro dall’implacabile Margiotta, che di esterno destro spinge la
palla in rete nonostante l’opposizione del portiere greco.
Il gol del Perugia cambia completamente volto alla partita, rendendola
più dinamica ed esplosiva, piena di rovesciamenti di campo e colpi di
scena. Il Perugia appare padrone del campo, grazie anche ad un’ottima
prestazione di Do Prado e alla sapiente regia di Gatti, entrato
nel secondo tempo al posto di Fusani. Ma è l’Aris a
rendersi maggiormente pericoloso, sfiorando il pareggio grazie ad uno svarione
di Di Loreto che consente alla punta greca di tirare in porta da breve
distanza. Il Perugia insiste nella propria azione, andando a sua volta
vicinissimo al gol del raddoppio, prima con Bothroyd, poi con Tedesco,
che nel corso della stessa azione, tirano entrambi a botta sicura senza troppa
fortuna.
La partita si mantiene ancora in equilibrio, almeno fino a quando l’ingresso
di Berrettoni al ’30 non consente a Margiotta di calciare
in rete un rigore procurato dallo stesso Berrettoni a pochi minuti dallo
scadere.
Il risultato finale di 2 a 0 a favore del Perugia consente ai tifosi
qualcosa in più della speranza in vista della partita di ritorno.
Quello che si presenta a Salonicco il 17 novembre è il solito Perugia visto
finora in coppa, con Tardioli in porta a sostituire Kalac.
La situazione in campionato continua ad essere drammatica, ma quello che si
presenta in campo europeo è un Perugia che non teme gli avversari
ed impone il proprio gioco. Nella partita di ritorno il solito Margiotta sigla
al ’28 del primo tempo la rete dell’uno a zero. Qualificazione
conquistata e risultato storico ottenuto per il Perugia che non aveva
mai raggiunto il terzo turno in Coppa UEFA.
La partita prosegue sul più comodo dei binari, e il gol del pareggio
di Papadopulos al ’94 non cambia la sostanza dell’incontro.
Il Perugia è qualificato per i sedicesimi di Coppa UEFA.
PERUGIA – PSV EINDHOVEN
In gennaio torna a giocare a Perugia un grande centravanti idolo dei
tifosi, Fabrizio Ravanelli, un attaccante che segnò i suoi primi
gol proprio nella squadra della sua città durante ben tre stagioni,
fra il 1986/87 e il 1988/89.
Il tentativo è quello di salvare il salvabile in campionato. Un timido
cenno di ripresa si è appena affacciato all’orizzonte. La prima
vittoria della stagione è arrivata per 2 reti a 1 contro la Reggina.
Servirebbe un miracolo per riequilibrare un campionato che appare a tutti oramai
compromesso, ma i confronti in Coppa UEFA sanno infondere stimoli in
grado di caricare tutto l’ambiente per tentare quella che ai più sembra
un’impresa disperata.
Il 26 febbraio lo Stadio Curi esplode di entusiasmo per l’incontro
con l’esperta squadra olandese del PSV Eindhoven, guidata dal
tecnico Guus Hiddink, l’allenatore che con la Corea eliminò l’Italia nello
sfortunato mondiale nippo-coreano, con un gol di Ahn, allora giocatore
del Perugia. Inoltre gli olandesi provengono dalla Champions League,
sono una squadra solida e brillante. Ma il Perugia non è da meno.
Traballante in campionato, ma imbattuta in Europa, il Grifo è una
squadra a due facce, in grado di battere chiunque nella partita secca.
Il campo non favorisce di certo lo spettacolo, piove da tre giorni ed il fondo
bagnato appesantisce la manovra di un Perugia che non si lascia mai
schiacciare dall’avversario, anzi, riparte in contropiede con disinvoltura,
presentando spesso i suoi attaccanti davanti al portiere. La partita termina
con un giusto pareggio, inchiodata su di uno 0 a 0 che favorisce leggermente
il PSV, lasciando però al Perugia il diritto e il dovere
di sognare in trasferta.
Un traguardo storico la squadra di Cosmi l’ha già raggiunto,
ma non è scritto da nessuna parte che i passi si devono compiere uno
alla volta.
Il 3 marzo 2004 il Perugia potrebbe lasciare o raddoppiare, cedere il
passo o valicare i confini della sua storia calcistica.
Purtroppo il cammino UEFA del Perugia si interrompe bruscamente,
interrompendo al contempo il record di imbattibilità europea della squadra
di Cosmi. La trasferta olandese del Perugia si conclude infatti
con una sconfitta per 3 a 1, risultato bugiardo, stando all’andamento
dell’incontro, ma pur sempre verdetto inappellabile.
Per almeno trenta minuti il Grifo riesce ad imbrigliare la manovra del PSV,
colpendo addirittura un palo con una splendida punizione di Zé Maria dopo
solo dieci minuti di gioco. Gli olandesi non si lasciano intimorire, restano
pur sempre una squadra di primo livello, costretta a giocare in UEFA per
l’eliminazione durante la prima fase della Champions League, secondi
in campionato e costruita attorno a giocatori di chiara classe come Robben e Kezman.
Il Perugia dopo il palo colto da Zé Maria continua a premere,
soprattutto sulle fasce, come sua abitudine, ma a passare in vantaggio è il PSV
Eindhoven, con un colpo di testa di Hofland su punizione di Van
Bommel. Il Perugia potrebbe pareggiare subito, sfruttando meglio
una buona punizione a due in area, ma la mira non è quella giusta.
I ragazzi di Cosmi danno l’impressione di non demordere, continuano
a costruire gioco senza un attimo di sosta. Il tecnico Hiddink si accorge
che la sua squadra rischia qualcosa. Decide di cambiare modulo per bloccare
le fasce, lasciando Kezman unica punta a svariare su tutto il fronte
offensivo. Prima che l’arbitro mandi tutti negli spogliatoi è proprio Kezman a
siglare il raddoppio, infilando Kalac con un potente tiro di sinistro.
Il risultato non rispecchia affatto l’andamento della gara. Dopo soli
tre minuti dall’inizio del secondo tempo ancora Kezman raccoglie
una palla servitagli da Robben scappato in contropiede e mette in rete. E’ 3
a 0. Sarà il solito Zé Maria, ancora su punizione, a salvare
l’onore del Perugia, diminuendo un passivo sicuramente eccessivo
per i valori espressi in campo.
La maggiore esperienza degli olandesi e la loro cifra tecnica ha avuto la meglio
su di una squadra generosa e sfortunata, certamente penalizzata dall’infortunio
di Ravanelli, maturato durante la partita di andata e dalla recente
cessione di Grosso.
Finito il tempo delle recriminazioni c’è però da congratularsi
per il buon risultato conseguito, il raggiungimento del terzo turno di Coppa
UEFA, evento storico che rimarrà negli annali.
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