Fra tutti i personaggi che hanno popolato l’immaginario calcistico della città di Perugia, Luciano Gaucci non ha recitato certamente un ruolo di secondo piano.
Fin dalla sua prima apparizione si intuì che la sua presidenza sarebbe stata tutt’altro che una carica onorifica, che la sua personalità avrebbe segnato profondamente la storia della squadra e della città intera.
A partire dal suo esordio Luciano Gaucci ha legato sempre più saldamente il proprio destino a quello della squadra, dedicandosi anima e corpo ad un progetto folle ed ambizioso, circondato più dallo scetticismo che dall’entusiasmo.
I suoi modi spicci e sbrigativi non convincono fino in fondo, le sue idee sul calcio sembrano i sogni irrealizzabili di un bambino viziato. Il suo carattere irascibile e impulsivo appare agli occhi di tutti quanto di più lontano si possa immaginare serva per costruire il progetto di una squadra vincente.
Luciano si presenta nella sala stampa dello Stadio Curi il giorno 7 novembre 1991, per ufficializzare l’avvenuto passaggio di proprietà della squadra del Perugia dal gruppo Temperini a Gaucci.
La squadra che rileva milita nei bassifondi della Serie C, naviga sull’orlo del fallimento, e tutto lasciava supporre che la storia calcistica della città di Perugia avrebbe continuato ad essere relegata nelle cronache minori per chissà quanti anni ancora.
L’avvento di Gaucci segnerà invece uno strattone, uno strappo con il passato che di colpo determinerà un’accelerazione imprevista ed imprevedibile, proiettando di li a poco il Perugia nel calcio che conta.
Il “Presidentissimo”, come fu ribattezzato, è disposto a tralasciare qualsiasi altro interesse pur di raggiungere il suo scopo, pur di rendere il Perugia una squadra da serie A, una squadra vincente.

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