Il campionato precedente ha confermato ancora una volta la solidità di
un gruppo che per la quarta volta consecutiva si appresta a disputare il Campionato
Italiano di Calcio di Serie A. Per ricordare una serie di
stagioni così positive è necessario tornare con la memoria alla
metà degli anni settanta, all’unica esperienza precedente nella
massima serie, durata ben sei stagioni (dal campionato del 1975/76 a quello
del 1980/81) e coronata dall’indimenticabile stagione del 1978/1979,
quando il Perugia raggiunse il secondo posto e conseguì il celebre
record di imbattibilità.
Le migliori aspettative sembrano concretizzarsi, in campo si vede una squadra
con un’anima e un carattere ben definito, composta da giocatori che non
sfigurerebbero in squadre di ben altro blasone. Ormai sono anni che la città di Perugia allo
stadio si diverte, aspettando solamente il momento opportuno per fare il salto
di qualità. I frequenti problemi societari sembrano ora non incidere
più di tanto nella composizione di una rosa che si dimostra ogni stagione
all’altezza della situazione, in grado di disputare campionati ben al
di sopra del livello della salvezza.
Purtroppo non tutto andrà per il meglio. La stagione 2003/2004 è da
dimenticare, un campionato concluso con una retrocessione arrivata dopo uno
spareggio con la Fiorentina.
Ma il 2004 è anche l’anno del ritorno a Perugia di una
grande bandiera, Fabrizio Ravanelli, arrivato a gennaio per tentare
di risollevare le sorti di un Grifo in affanno.
Il girone d’andata è di quelli che non lasciano scampo. Dopo diciassette
partite il Perugia colleziona sette sconfitte e ben dieci pareggi, senza
neppure una vittoria.
La disastrosa prima parte del campionato obbliga la dirigenza a tornare sul
mercato, operando degli innesti che riescono solo parzialmente ad arginare
i problemi della squadra.
L’arrivo al Renato Curi di Fabrizio Ravanelli porta alla
squadra e alla città un barlume di entusiasmo, grazie al trascinante
carisma e alla fiducia che riesce ad infondere ai suoi compagni. Arriva anche Hubner,
solido attaccante di grande esperienza e dal sicuro rendimento, capocannoniere
nel 2002 con 24 reti.
La prima vittoria stenta ugualmente ad arrivare anche nel girone di ritorno.
Bisogna aspettare la quinta giornata, quando il Perugia, grazie ai gol
di Zé Maria e Hubner, riesce ad aver la meglio sulla Reggina per
2 a 1. E’ la 22° di campionato. Da qui in avanti il Perugia macinerà risultati
per tentare la disperata impresa, collezionando ben 21 punti in appena 13 partite.
Termina così un campionato piuttosto deludente, viziato più di
altri da sviste e torti arbitrali, alcuni dei quali davvero clamorosi. Eloquente
l’arbitraggio in occasione dell’incontro con la Lazio perso
3 a 1, quando tutta la difesa venne espulsa (3 giocatori), insieme a Cosmi e Alessandro
Gaucci.
La banda Cosmi è costretta a giocarsi la Serie A spareggiando
con la Fiorentina classificatasi sesta nella serie cadetta. Sarà proprio
il Perugia a retrocedere alla fine di un doppio confronto tutto sommato
molto equilibrato (un pareggio per 1 a 1 e una sconfitta di misura per 1 a
0).
Il tutto accade nel corso di una stagione che poteva riservare ben altre soddisfazioni
ad una squadra che aveva saputo mostrare di che pasta era fatta, ottenendo
anche risultati di prestigio, come le due vittorie consecutive contro Juventus e Roma,
battute rispettivamente per 1 a 0 e 3 a 1.
Avrebbe potuto, poiché la vittoria della Coppa Intertoto aveva
schiuso al Perugia le porte della partecipazione alla Coppa UEFA,
manifestazione che regalò qualche gioia, ma che sottrasse tante energie
preziose per disputare un campionato ben più tranquillo.
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