Il Perugia ha imposto all’attenzione del calcio italiano un nuovo grande personaggio, Serse Cosmi, l’allenatore che più di ogni altro, nella stagione appena conclusa, ha saputo raccogliere consensi ed applausi.
La sua grinta ed il suo entusiasmo sono il simbolo di un città che vive il calcio con grande passione, ma anche con il necessario distacco che comporta la consapevolezza che in fondo si tratta pur sempre di un gioco.
L’immagine di Serse Cosmi e del suo Perugia diventa in breve tempo quella di un calcio genuino e coraggioso.
La spontaneità con cui il nuovo allenatore del Perugia si propone sul palcoscenico del calcio è disarmante e sincera al punto giusto. Telecamere e trasmissioni televisive si contendono a suon di interviste l’astro nascente del calcio italiano.
Il Perugia conquista la ribalta calcistica che aspettava da tempo.
Ma il bello viene ora. Dopo molte stagioni altalenanti, finalmente giungono i risultati sperati, grazie ad un tecnico in grado di conquistare in un colpo solo la fiducia del pubblico, della critica e del presidente.
Ora c’è da affrontare un problema tutto nuovo per il Perugia, frenare gli entusiasmi.
Come vuole un’antica tradizione calcistica, la cosa più difficile non è raggiungere un traguardo, ma raggiungerlo di nuovo, dimostrare che i risultati non sono frutto del caso, ma del lavoro, della volontà e dell’impegno della squadra.
Quella passata è stata una stagione fenomenale. I successi del campo hanno permesso di mettere in luce giocatori dal sicuro talento, pronti per fare il grande salto in nazionale, come Marco Materazzi e Fabio Liverani.
Il Perugia dei miracoli della scorsa stagione riparte quindi con nuove sfide da vincere, nuovi ostacoli da superare. Una delle scommesse più ardite del tecnico Cosmi è quella legata al giovanissimo Fabio Gatti, diciassettenne stella del Perugia Primavera che esordisce in Serie A contro il Brescia guidto dalla classe di Roberto Baggio.
Non sarà Gatti l’unica sorpresa di questo straordinario Perugia. E’ l’anno in cui arrivano il greco Dellas, gli iraniani Samereh e Rezay, Bazzani, ma soprattutto è l’anno in cui arriva a Perugia Fabio Grosso, terzino di fascia che tante soddisfazioni darà alla curva biancorossa.
La squadra cambia, ma non tradisce le ambizioni del suo tecnico e dei tifosi, regalando alla città uno dei campionati più emozionanti della sua storia calcistica. Il Perugia chiude all’ottavo posto, collezionando ben 46 punti, frutto di 13 vittorie e 7 pareggi, numeri che valgono l’accesso diretto al Torneo Intertoto.
E’ l’apoteosi. Se un miracolo si ripete, va a finire che non è più un miracolo. Il Perugia è cresciuto, è una squadra vera ed è in grado di lottare per posizioni importanti in classifica, una formazione con la quale tutte le grandi devono fare i conti.
L’arrivo di Serse Cosmi ha significato molto per l’ambiente perugino. Era da tempo che non si vedeva un allenatore iniziare e concludere una stagione sulla panchina del Grifo, ma due consecutive non si ricordavano proprio.

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