La salvezza raggiunta in Serie A non placa il vezzo di Gaucci di sostituire l’allenatore a giorni alterni. Per la stagione 1999/2000 il condottiero chiamato a decidere le sorti in campo del Perugia è Carletto Mazzone, navigato mister, sanguigno e impulsivo almeno quanto il presidente.
Nonostante la salvezza conquistata sul campo, il feeling fra la tifoseria e la dirigenza è ai minimi storici. I sogni di grandezza sbandierati da Gaucci si scontrano con la realtà di una rosa composta da buoni giocatori ma senza troppe pretese. Manca l’acuto che la curva pretende per non vedere il grifo sempre alle prese con problemi di organico e costantemente in odore di retrocessione.
La stagione in corso non si preannuncia affatto tranquilla, ma nulla lasciava supporre che la strisciante rivalità fra Gaucci e Matarrese si trasformasse in aperta ostilità.
L’occasione, neanche a farlo apposta, è la gara Perugia – Bari, arbitrata dal signor Pellegrino di Barcellona e persa dal Perugia per 2 a 1. Nel dopopartita Gaucci diventa furioso. In presenza dei giornalisti e delle telecamere, rivolge accuse pesantissime all’arbitro e a Matarrese, reo, a suo dire, di aver comprato la partita.
Il filmato fa il giro delle trasmissioni sportive e non solo, portando nuovamente alla ribalta un personaggio destinato ad essere protagonista sempre, nella buona e nella cattiva sorte.
L’episodio resterà nella storia del calcio, trasmesso più e più volte, a rappresentare il carattere spontaneo e irascibile di un vulcanico Gaucci.
Ma non sarà l’unico colpo che dovrà sopportare la tifoseria. Pagotto trovato positivo all’esame antidoping, il trasferimento di Nakata alla Roma, l’apporto limitato di giocatori del calibro di Amoroso, Ba e Rapaijc, contribuiscono a creare i presupposti per un altro campionato al cardiopalma.
Le numerose difficoltà hanno se non altro il risultato di ricompattare un ambiente troppo spesso diviso, fra una tifoseria che non fa sconti a nessuno, e una dirigenza che tira dritto per la propria strada.
La squadra nel suo complesso è una delle più forti di tutti i tempi. Per i risultati è solo questione di tempo, il tempo necessario affinché tutti gli elementi si incastrino fra loro e tutto inizi a girare per il verso giusto.
Il campionato si conclude con un dignitoso decimo posto, ma, cosa ancora più importante, con il Perugia che, onorando il campionato fino in fondo, batte la Juventus al Renato Curi, consegnando di fatto lo scudetto alla Lazio all’ultima giornata.

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