Il Perugia che si affaccia in Serie A, non è una squadra
provinciale e spaurita. E’una squadra forte, tatticamente e tecnicamente,
con una guida di prestigio e un presidente in grado di stupire ancora.
Neanche il ritorno di Gaucci in carica di presidente e la recente conquista
della Serie A serve a placare la sua fame di rivincita. Gaucci vuole
guardare avanti, non si accontenterebbe mai di una salvezza all’ultima
giornata.
Vuole una squadra in grado di competere per una qualificazione in Coppa
UEFA.
Ma fin da subito qualcosa sembra non girare per il verso giusto. La stima del
presidente per Galeone, sembra non essere sufficiente per colmare il
divario di vedute fra due personalità così carismatiche. In breve
tempo il rapporto si logora al punto tale da rendere necessaria la separazione.
Troppo invadente Gaucci, troppo latitante Galeone, uno che ha
sempre vissuto il calcio a modo suo.
I sogni di grandezza del presidente continuano a marciare inesorabilmente e
si concretizzano nell’acquisto di un grande giocatore, l’uomo destinato
a diventare uno dei beniamini più acclamati dalla curva, il croato Milan
Rapajic.
Ma non tutti i rinforzi saranno all’altezza delle aspettative, con molti
nomi che non entreranno mai nel cuore dei tifosi, anzi, stenteranno persino
ad entrare in campo.
Gli scontri sempre più aperti fra presidente e allenatore sfociano nell’inevitabile
esonero, consumato a dicembre. La piazza è in subbuglio, la tifoseria
si schiera compatta dalla parte di Galeone, il profeta del calcio offensivo,
l’eroe della promozione.
Gaucci è deluso, sconfitto, minaccia la resa. Tutto ciò per
cui ha lavorato finora, sembra non contare più nulla, i tifosi gli
girano le spalle, accusandolo di aver gestito male l’affare Galeone,
di averlo prima assecondato nelle sue pur strampalate teorie, per poi farlo
fuori.
Al posto del “profeta” il presidente decide quindi di non ingaggiare
un tecnico di transizione. Il Perugia viene affidato a Nevio Scala,
al quale viene chiesto di porre rimedio ad una stagione a dir poco disastrosa.
Ma la situazione continua a precipitare, aggravata da errori e sviste arbitrali
che penalizzano pesantemente il Perugia, determinando un’assurda
retrocessione, maturata dopo la sconcertante sconfitta di Piacenza.
Gaucci prepara per la Lega Calcio un articolato dossier, dove
dimostra, moviola alla mano, che il Perugia in ben 13 partite ha subito
pesanti torti e sviste arbitrali che ne hanno condizionato irrimediabilmente
il campionato.
Ovviamente il documento non sortisce alcun effetto e non muta le sorti del Perugia che
finisce inesorabilmente per retrocedere.
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