Il buon campionato precedente del Perugia che mancò di un soffio
la promozione non era abbastanza per l’ambizione del presidente, il quale
ordina una vera e propria rivoluzione.
Le imprese sognate da Gaucci non vanno di pari passo con quelle della
squadra, i tifosi sono in subbuglio e iniziano ad interrogarsi sulle reali
potenzialità della squadra e sugli errori della stagione precedente.
Gli argomenti di discussione non mancarono: c’era un derby perso malamente,
la scelta di schierare sempre e comunque un Dossena oramai non più giovanissimo,
i movimenti di mercato, ma soprattutto la promozione sfuggita davvero di un
niente.
Fu così che ad una rosa già competitiva si aggiunsero giocatori
del calibro di Cornacchini, prolifico attaccante prelevato nientemeno
che dal Milan, e tre innesti provenienti dal Pescara: Campione, Gelsi e Pagano,
rispettivamente un difensore, un centrocampista e un attaccante.
L’epurazione minacciata in caso di mancata promozione investe anche il
reparto dirigenziale, ma l’esordio del nuovo Perugia non sembra
rispecchiare tanto impegno.
Cornacchini alla sua prima uscita si presenta subito con un gol al Giarre,
ma la squadra subisce ugualmente una sconfitta già nella prima partita
di campionato.
Il Perugia di Buffoni si riscatta immediatamente vincendo contro
il Nola e la Salernitana, ma il feeling fra il presidente e l’allenatore
viene a mancare del tutto per “colpa” di Papadopulo, l’allenatore
esonerato da Gaucci nella stagione precedente che si concede il lusso
di una gustosa rivincita espugnando il Curi con il suo Acireale.
Alla sedicesima di campionato si consuma uno dei tanti colpi di genio di Gaucci:
fuori Buffoni, dentro Walter Alfredo Novellino, un tecnico dalle
grandi doti e dalle indiscusse capacità.
Il Perugia vola sin dall’esordio del nuovo allenatore. Novellino si
presenta rifilando un secco 3 a 0 all’Avellino fuori casa, con
due gol di Cornacchini e uno di Pagano.
La stagione termina con il Perugia secondo in classifica a 44 punti,
due in meno del Palermo, ma condivide la piazza con l’Acireale.
E’ spareggio.
Dopo una vigilia caldissima, durante la quale Gaucci licenzia nientemeno
che l’allenatore, richiamando Ilario Castagner appositamente per
lo spareggio, Acireale e Perugia si ritrovano sul neutro di Foggia il
6 giugno 1993.
Ventimila persone seguono la squadra, che grazie a due gol di Traini travolge
la resistenza dell’Acireale, sconfitto per 2 a 1.
Ma non c’è tempo neanche per i festeggiamenti. Una sentenza della CAF condanna
il Perugia per un affare poco limpido del presidente Gaucci,
legato alla vendita di un cavallo ad un arbitro compiacente.
L’Acireale è promosso in Serie B ai danni di un Perugia retrocesso
nuovamente in Serie C. Luciano Gaucci è squalificato per
tre anni.
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