Il primo campionato dell’era Gaucci inizia nella stagione 1991/1992, dalla Serie C1, allenatore Giuseppe Papadopulo.
A soli sette giorni di distanza dal suo insediamento è subito esonero.
Il Perugia, reduce da uno sfortunato pareggio con l’Acireale è chiamato dal suo presidente a riscattarsi fuori casa con l’agguerritissimo Catania, una partita difficile, ma che nelle intenzioni di Gaucci deve rappresentare il simbolo della svolta.
Per rendere il Perugia competitivo Luciano Gaucci non bada a spese. Ricapitalizza la società per 2 miliardi e 200 milioni, acquista Beppe Dossena dalla Sampdoria, Di Carlo dalla Roma e Nitti dal Cesena, tre uomini di classe ed esperienza per tirare immediatamente fuori la squadra dalle paludi della Serie C.
Il suo temperamento impulsivo ed irruente non ammette tentennamenti, e la logica difensivista del mister Papadopulo mal si sposava con la nuova filosofia dirigenziale.
Se Gaucci chiede una vittoria, vittoria deve essere.
Al Cibali invece il Perugia esce sconfitto, un gol su rigore del Catania stende la squadra di Papadopulo che non riesce a reagire, nonostante due legni colpiti dall’ottimo Traini.
Papadopulo viene esonerato senza troppe cerimonie, al suo posto Gaucci prende Antonio Buffoni, un veneto segnalatosi per professionalità ed esperienza.
Ma né gli innesti, né il cambio di allenatore daranno in questa stagione i frutti sperati.
Il Perugia chiude il campionato con 40 punti, piazzandosi terzo alle spalle di Ternana e Fidelis Andria, entrambe promosse in Serie B.
Ad alimentare l’amarezza per la mancata promozione contribuì significativamente la sconfitta nel derby con la Ternana, maturata al termine di una partita a dir poco “ambigua”. La partita sembrava incanalata verso un pareggio gradito da entrambe le formazioni, quando a pochi minuti dalla fine un gol del giocatore della Ternana D’Ermilio decise l’incontro. Apriti cielo e chiuditi terra.

Commenti dei lettori - Lascia un commento