Fabrizio Ravanelli nasce a Perugia nel 1968 ed inizia a dare
i suoi primi calci al pallone proprio nelle squadre giovanili della sua città,
giocando fin dal 1983 e mettendosi subito in evidenza. Nel 1986 l’esordio
in prima squadra fra i professionisti del Perugia che milita in Cerie
C2 (retrocessa d’ufficio a causa della squalifica comminata dalla CAF).
Disputa un ottimo campionato segnando ben 14 gol in 28 partite giocate.
Nella stagione successiva conferma quanto di buono aveva lasciato intravedere,
portando a 15 le reti segnate in 33 partite disputate, guidando un ottimo Perugia alla
vittoria del girone C della Serie C2. Nel campionato di C Ravanelli ancora
una volta si impone come uno dei massimi protagonisti, segnando altre 12 reti
che in ogni caso varranno per il Perugia solo un ottavo posto.
A questo punto le sorti di Ravanelli e del Perugia prendono strade
diverse. Viene ceduto all’Avellino. La stagione non è delle
più fortunate per la formazione campana e Ravanelli colleziona
solamente sette presenza senza neanche un gol. Si riprende immediatamente l’anno
successivo alla Casertana, imponendosi definitivamente nei due campionati
successivi disputati con la maglia della Reggiana in Serie B,
con la quale segna 24 reti.
Le sue doti sono oramai lampanti. Ha un fisico possente, uno scatto non propriamente
bruciante, ma possiede grinta e carattere da vendere. Forte di testa e molto
abile sia nei tiri dalla lunga distanza che in area di rigore, è un
ariete che non molla mai, utile tanto in campo, quanto nel gruppo. E’ l’uomo
che ogni allenatore vorrebbe avere nella propria squadra. La pensa così anche Giovanni
Trapattoni. Il più titolato degli allenatori italiani lo chiama
alla Juventus nel 1992 ed arriva subito la vittoria della Coppa UEFA.
Segna 12 gol e dimostra di essere un attaccante pronto per giocare in una squadra
che lotta per i vertici del calcio internazionale. L’anno successivo
non è fra i più brillanti per la squadra bianconera, ma l’arrivo
a Torino del tecnico Marcello Lippi segnerà una
svolta fondamentale per la sua carriera.
Nella stagione 1994/1995 la Juventus, grazie anche ai preziosi gol di Ravanelli,
vincerà lo Scudetto e la Coppa Italia. Da ricordare per
il “Rava” nella stessa stagione la partita di Coppa UEFA contro
il CSKA Sofia vinta dalla Juventus per 5 a 1, gara in cui Ravanelli segnerà tutte
e cinque le reti.
L’anno seguente sarà quello della sua definitiva consacrazione
quale giocatore di primissimo livello.
Durante la finale di Champions League nel 1996 contro l’Ajax (vinta
dai bianconeri ai rigori), Fabrizio Ravanelli segna il suo gol più bello
e più importante. Dribbla il portiere olandese Edwin Van Der Sar e
infila da posizione angolatissima, portando in vantaggio i bianconeri poi raggiunti
dal pareggio di Litmanen.
Qualcosa però non va per il verso giusto e Ravanelli divorzia
improvvisamente dal club che lo aveva visto protagonista per quattro stagioni.
Viene ceduto al Middlesbrough, squadra inglese che retrocederà al
termine del campionato, nonostante i 17 gol di “Silver Fox”,
la volpe argentata, come verrà soprannominato dai tifosi d’oltremanica
a causa della sua capigliatura.
Le due successive stagioni le giocherà al servizio dell’Olimpique
Marsiglia, segnando 16 e 12 gol, prima di fare ritorno in Italia, approdando
alla Lazio, dove però non trova spazio.
E’ costretto a tornare a giocare nuovamente nel Regno Unito, dove
disputerà complessivamente tre stagioni, dividendosi fra Coventry
City, Derby County e Dundee.
Dopo una serie di stagioni poco brillanti sceglie di tornare a giocare nel Perugia,
una squadra che ha disperatamente bisogno dei suoi gol per salvarsi, per tentare
di evitare una retrocessione che nel girone di andata del campionato 2003/2004
sembrava inevitabile. Malauguratamente riesce solamente nell’impresa
di riaccendere la speranza, senza riuscire ad evitare la Serie B al Perugia,
giunta con la sconfitta nello spareggio perso contro la Fiorentina.
Abbandonerà definitivamente il calcio giocato solo al termine della
stagione successiva, disputata nella serie cadetta, per poi intraprendere la
carriera di supervisore tecnico del settore giovanile nel nuovo Perugia di Silvestrini.
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