Il paesaggio del territorio di monte Tezio presenta un ambiente molto eterogeneo e variegato. La biodiveristà tipica del massiccio è prevalentemente frutto del lavoro dell’uomo, che per millenni ha utilizzato le risorse naturali del massiccio, favorendo ora questa ora quella coltivazione, disboscando e selezionando nel tempo la vegetazione arborea.
A ciò si aggiunga l’azione delle componenti geologiche, morfologiche e climatiche, che fin dalla comparsa del massiccio hanno agito contribuendo ad arricchirne la storia anche dal punto di vista ambientale e naturale.
Il versante occidentale, soprattutto a quote più modeste, è caratterizzato da un paesaggio agrario dominato da oliveti e qualche vigneto.
L’intera superficie del massiccio molto probabilmente un tempo era interamente ricoperto da un manto boschivo. Gli ampi pascoli che oggi intervallano le aree coperte dal bosco, sono il risultato di un’antica operazione volta a ricavare spazi da dedicare alla pastorizia.
Ci sono poi ampi appezzamenti coperti da arbusti, segno della natura che si riappropria lentamente di porzioni di terreno che fino a non molto tempo addietro l’uomo aveva dedicato all’agricoltura. I campi, ora incolti, vengono lentamente riassorbiti nel paesaggio naturale.
Anche la parte che appare più incontaminata, quella boschiva, è in realtà l’effetto dell’azione dell’uomo, il quale nei millenni ha selezionato tipologie di piante in base alla loro utilità pratica, considerando il bosco alla stregua di una vera e propria coltura, giungendo fino ad impiantare specie originariamente estranee all’area.
Le piante più rappresentative del monte Tezio sono attualmente il leccio e il rovere, con un’ampia presenza di prati e pascoli sulla parte sommitale.
Il versante nord-est del massiccio è caratterizzato dalla presenza di carpino nero, un bosco governato prevalentemente a ceduo.
Nel versante sudorientale oltre al leccio e al rovere è facile incontrare il cerro e il sorbo, mentre fra gli arbusti e la vegetazione spiccano il corbezzolo, l’erica e la ginestra.
In virtù della composizione arenacea del massiccio, nel bel mezzo del bosco non è affatto raro imbattersi in un castagneto, pianta che ha subito una notevole espansione in epoca romana.

Commenti dei lettori - Lascia un commento