Polvese – Con i suoi oltre 70 ettari è la più grande
delle tre isole, posizionata nella zona sud-orientale del lago Trasimeno.
E’ anche la più interessante dal punto di vista naturalistico,
presentando una grande varietà tipologiche di piante. Scendendo nel
dettaglio è possibile distinguere un’estesa lecceta ad alto fusto,
uno splendido oliveto secolare e un canneto molto esteso, meta stagionale di
numerosi stormi di uccelli acquatici.
L’ampio canneto contraddistingue quella zona umida che si trova nella
parte orientale e meridionale dell’isola, dove gran parte della vegetazione è costituita
da piante acquatiche, come le idrofite natanti, le millefoglie d’acqua
e le brasche. Nelle vicinanze dell’approdo e lungo i sentieri sorgono
invece piante ornamentali, salici e pioppi e ancora tigli, tamerici, platani
e acacie.
A nord dell’isola si estende un bosco composto prevalentemente da alberi
tipici degli ambienti mediterranei, come il leccio, la roverella, mentre per
quanto riguarda il sottobosco è possibile imbattersi nel pungitopo,
nel pruno selvatico o nel biancospino.
La parte più meridionale dell’isola è invece quasi interamente
coltivata, dominata dalla presenza di un oliveto che si estende per circa 40
ettari, dai quali annualmente si ottiene un olio biologico di eccellente qualità.
Sono presenti inoltre alberi da frutto e siepi di rosmarino e melograno.
Sull’isola è possibile ammirare un meraviglioso Giardino delle
piante acquatiche, ideato nel 1995 per recuperare una piscina scavata
interamente nella roccia e posta in una cava di arenaria completamente abbandonata.
Verso la fine della primavera è possibile ammirare la fioritura di piante
insolite e delicate come le ninfee, i fior di loto e i gigli d’acqua.
Da oltre 30 anni l’isola Polvese è stata acquistata dalla Provincia
di Perugia, che da allora si è adoperata per trasformarla in una
enorme aula scientifico-didattica a cielo aperto, dedicata alla ricerca,
all’insegnamento e alla sperimentazione ambientale.
La diffusione per quanto riguarda le più elementari nozioni ambientali
e di conoscenza del territorio è assicurata dalla costante attività del
personale presente sull’isola, diviso fra il lavoro sul campo e in laboratorio.
La didattica interattiva con l’ambiente è garantita dall’allestimento
di sentieri che illustrano la grande varietà naturalistica ed ambientale
presente sull’isola, ma anche le varie attività legate alla coltivazione
biologica e all’agricoltura in genere.
Nell’isola esiste un vero e proprio “Parco scientifico – Didattico”,
in grado di ospitare gite e scolaresche, dotato di camere per un totale di
44 posti letto, self-service, oltre le aule, i laboratori ambientali e tanto
altro materiale didattico disponibile.
Maggiore – E’ l’unica isola abitata e appartiene
al Comune di Tuoro. L’agglomerato urbano dell’isola è un
caratteristico villaggio che mantiene ancora oggi l’aspetto che diedero
al borgo i pescatori dell’isola a partire dal XV secolo. E’ un
luogo incontaminato che conserva un fascino originario, meta ogni anno di numerosi
turisti in cerca dell’antico spirito del lago.
E’ anche il luogo dove S. Francesco nel XIII secolo si recò a
pregare durante il suo periodo di eremitaggio. Sul luogo si trovano infatti
una chiesetta ed altri elementi di devozione che identificano i vari luoghi
di preghiera e di ristoro attribuiti al poverello di Assisi.
Sulla sommità dell’isola si trova la Pieve di San Michele Arcangelo,
una chiesa che custodisce alcuni dipinti che vanno dal XII al XV secolo, alcuni
dei quali di splendida fattura e di grande importanza.
Una curiosità è l’altra attività principale dell’isola
oltre la pesca, la lavorazione artigianale del merletto d’Irlanda (o merletto
dell’Isola), attività importata nell’isola da un’insegnante
irlandese giunta nell’isola.
L’isola Minore è ovviamente la più piccola
delle tre. È un’isola di proprietà privata, ma praticamente
disabitata ed è coperta da una fitta generazione. Si eleva di circa venti
metri di altezza rispetto le acque del lago e la sua superficie è di dimensioni
molto ridotte.
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