Le Origini
Il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria nasce grazie all’iniziale
donazione dell’eminente patrizio perugino Friggeri, che nel 1790
donò alla città la raccolta di opere etrusco-romane di sua proprietà.
Altri lasciti delle famiglie Oddi, Graziani, Ansidei, Guardabassi,
confluirono successivamente ampliando il primordiale nucleo, provvisoriamente
collocato presso i locali del Convento di Monte Morcino Nuovo.
Le più recenti acquisizioni riguardano ulteriori lasciti, fra i quali,
di notevole entità fu quello relativo alla raccolta Bellocci,
che nel 1921 procurò materiali preistorici, paleontologici e amuleti
vari ritrovati nel corso del tempo sul territorio regionale.
Nel 1936 tutto il materiale venne trasferito in Palazzo Donnini, dal
quale passò definitivamente nell’ex Convento di San Domenico,
assumendo la denominazione di Museo Civico. A partire dal 1962 si costituisce
in Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria.
L’esposizione
Le sale del museo sono dislocate lungo il chiostro e nel secondo piano del Convento
di San Domenico.
Nel chiostro, sotto il portico, la mostra inizia con una serie di urne etrusche
e un sarcofago romano del II secolo, con illustrazioni tratte dal mito di Melagro,
diverse iscrizioni di varie epoche e cippi romani di età augustea.
Nel secondo piano sono esposte un’altra serie di urne, provenienti dal
territorio perugino e divise in base all’area di provenienza. Al IV secolo
a.C. appartiene un bel sarcofago proveniente da Chiusi con l’immagine
del defunto adagiato accanto ad una figura demoniaca.
In una saletta si trova il Sarcofago dello Sperandio, di fattura chiusina
risalente al VI secolo, con immagini che descrivono una processione trionfale
con prigionieri.
Dalle necropoli nei dintorni di Perugia (Monteluce, Frontone, Santa
Giuliana, Pila, Monte Tezio) provengono interessanti reperti
quali vasi, bronzi e terrecotte di varia epoca.
Di straordinario interesse archeologico è il celebre “Cippo
Perugino”, una iscrizione etrusca fra le più lunghe mai ritrovate.
Si tratta di un testo giuridico del IV secolo, proveniente dalla zona di San
Marco, sul lato nord della città.
Un altro pezzo di grande interesse è la terracotta raffigurante, forse,
il personaggio di Ercole, in cui si può leggere la firma dell’autore “C.
Rufus Sigillator finixit”.
Proseguendo si incontrano una serie di ceramiche di provenienza cipriota, datate
fra il XVI e il I secolo a.C., un gruppo di vasi greci ed etruschi a figure
nere e a figure rosse e anfore di varia datazione.
Fra le ceramiche etrusche merita particolare attenzione l’eccezionale
cratere a colonnette appartenente al gruppo “Volaterrae”,
attribuito al Pittore di Esione, personaggio vissuto intorno al IV secolo
a.C.
Da non dimenticare la bella iscrizione romana rinvenuta a Perugia nella
località del Verzaro, in cui si parla dell’attività di
un magistrato romano del Municipio, tale Caio Firmius Gallus.
Al termine della sezione etrusco – romana, si apre la sezione preistorica,
che inizia con una serie di pannelli didattici.
I reperti illustrano una grande varietà di epoche, dal neolitico al
paleolitico ritrovati in territorio umbro e nelle regioni limitrofe. Gli utensili
che si riferiscono al periodo che va dal paleolitico all’età del
ferro, proviene in parte dal lascito di Giuseppe Bellocci e in
parte dagli scavi di un archeologo perugino, Umberto Calzoni,
direttore del Museo dal 1925 al 1958.
INFORMAZIONI
Sede: Piazza Giordano Bruno, 10 - 06121 - Perugia
Telefono: +39 075/5727141-142
Apertura: martedì - domenica 8.30/19.30 | lunedì 14.30/19.30
Chiusura: 1 maggio - 25 dicembre - 1 gennaio
Perugia.com - http://www.perugia.com

